Nozze, ma non coi fichi secchi

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Lo spettatore trova il sipario aperto; la scena è sgombra; la pavimentazione bianca e nera viene pulita da avvenenti ragazze (l’idea migliore della regia) con la stessa divisa di servizio di Figaro e Susanna. Dopo che la bacchetta di Stefano Montanari attacca la Sinfonia con un tempo per dir così serrato, la scena viene attraversata da una ragazza preda del Conte. Al Teatro dell’Opera di Roma si presentano così Le Nozze di Figaro nella messa in scena di Graham Vick con la concertazione del direttore ravennate.

Il lavoro del regista inglese ha attirato molte critiche. Confesso di non essere molto bravo a recepire i “messaggi” che vengono lanciati dalla scena. Vick ha lavorato bene sulla recitazione dei cantanti, forse la cosa più difficile nel teatro d’opera, e si è sbizzarrito nel “contorno”, nello specifico esibendo in vari modi il corpo femminile, ossessione del Conte e di Cherubino. Nell’ultimo atto, un paio di domestiche sono appese al muro mezze spogliate, forse macabri trofei di stupri. La “Comedia per musica” di Mozart-Da Ponte (con Die Meistersinger e Der Rosenkavalier una vetta del genere) viene declinata in modo drammatico, quasi a lasciar intendere di non credere al lieto fine

Qualche dissenso lo ha attirato anche Montanari, non si sa se più per il look dark da rocker maledetto o per lo stacco di tempi veloci. In questo blog avevamo già parlato della sua mise e della bacchetta in bocca o dentro la camicia durante i recitativi al clavicembalo a proposito delViaggio a Reims. Il violinista e direttore ravennate dirige con grande partecipazione, divertendosi molto, e trasmette all’orchestra la sua energia. I tempi sono a volte vorticosi, ma hanno una loro coerenza. La compagnia di canto lo segue, talvolta con qualche incertezza. Il coro, istruito da Roberto Gabbiani, partecipa molto all’azione scenica e fornisce la consueta buona prestazione.

Nel secondo cast, ottimi i ruoli maschili, con il Figaro di Simone Del Savio e il Conte di Alessandro Luongo: due voci piene e virili che disegnano bene i personaggi. Bene la Susanna di Benedetta Torre e la Contessa di Valentina Varriale: ottime attrici con bella presenza scenica e voci gradevoli. Così così il Cherubino interpretato da Reut Venturero, messo forse un po’ in difficoltà dai tempi serrati di Montanari nell’aria d’esordio Non so più cosa son, cosa faccio, e ripresosi in Voi che sapete. Molto positivi i ruoli fissi, tra cui spicca il Bartolo di Emanuele Cordaro. Scenicamente efficace il Basilio vestito e truccato come il Naomo di Panariello, interpretato da Andrea Giovannini. Voce non grande quella della Marcellina di Patrizia Biccirè. Graziano Dallavalle è un ottimo Antonio. Decoroso il Don Curzio di Murat Can Güvem. Procace la Barbarina di Rafaela Albuquerque.

 

Le Nozze di Figaro
Opera buffa in quattro atti
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma
Direttore Stefano Montanari
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Regia Graham Vick
Scene e Costumi Samal Blak
Movimenti coreografici Ron Howell
Luci Giuseppe Di Iorio

Principali interpreti
Il Conte di Almaviva Andrey Zhilikhovsky / Alessandro Luongo 31, 2, 7, 9
La Contessa di Almaviva Federica Lombardi / Valentina Varriale 31, 2, 7, 9
Susanna Elena Sancho Pereg / Benedetta Torre 31, 2, 7, 9, 11
Figaro Vito Priante / Simone Del Savio 31, 2, 7, 9
Cherubino Miriam Albano / Reut Ventorero 31, 2, 7, 9
Marcellina Patrizia Biccirè 
Don Bartolo Emanuele Cordaro
Don Basilio Andrea Giovannini
Don Curzio Murat Can Güvem*
Barbarina Daniela Cappiello / Rafaela Albuquerque* 31, 2, 7, 9
Antonio Graziano Dallavalle
Prima contadina Claudia FarnetiCarolina Varela 31,2,7,9,11
Seconda contadina Angela Nicoli / Nicoletta Tasin 31,2,7,9,11

* dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento

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