Compositori tra noi

Non è consueto incontrare i compositori all’esecuzione delle loro musiche. L’Ascoltatore è riuscito a vederne quattro in altrettanti concerti. Impresa non comune. Per la stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Ivan Fedele ha proposto la prima assoluta di una nuova commissione dell’istituzione romana. Ennio Morricone è stato premiato con la Medaglia d’Oro del Pontificato di Papa Francesco in Sant’Agnese in Agone. Una composizione per pianoforte di Aldo Brizzi era in programma alla Fondazione Scelsi. Infine, Matteo D’Amico ha tenuto a battesimo un suo quartetto d’archi per l’Istituzione Universitaria dei Concerti. Andiamo a ritroso.

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Il grande Ludovico van

Sempre Beethoven. Il più classico dei classici. Una delle grandi vette della storia della musica. Fonte inesauribile di emozioni per chi lo esegue e per chi lo ascolta. L’Ascoltatore dilettante lo ha ascoltato come compositore di musica per pianoforte e di musica sinfonica. Questi i resoconti di due concerti che non si potevano né dovevano perdere.

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Le 120 giornate di Rigoletto

Francesco De Gregori cantava che «I cavalli a Salò sono morti di noia». Non si annoiano invece gli spettatori del Rigoletto che ha inaugurato la stagione del Teatro dell’Opera di Roma, che ai tempi della Repubblica Sociale Italiana è ambientato. Va di moda il nero nella lirica, come conferma l’Attila che ha aperto alla Scala. Come nei film gli anni ’70, nell’opera il nazismo e il fascismo si prestano a risolvere in modo efficace la messa in scena: danno quel tocco di lugubre e oppressivo che non guasta in una tragedia.

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Si fa presto a dire pianoforte

Divenuto strumento principe con i romantici, il pianoforte è stato protagonista di un’evoluzione che è ben lungi dall’esser terminata. Ne sono prova due concerti ravvicinati che lo hanno visto protagonista, in modi davvero diversi. Ho scoperto la Fondazione Isabella Scelsi, in una magnifica strada romana con affaccio sui Fori Imperiali, dimora di Giacinto, che alla sorella la intitolò; a trent’anni dalla morte del compositore, l’istituzione che ne promuove la musica ha presentato le sue prossime attività e organizzato un concerto. La sera successiva, la stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti ha proposto Orazio Sciortino in un recital dal titolo accattivante “Rossini allo specchio”.

 

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Riletture

Mozart e Mahler “trascritti”. In due sere consecutive, ho assistito ad altrettante esecuzioni di composizioni rilette, peraltro in modo molto diverso. In ordine cronologico, si è trattato della Quarta Sinfonia del compositore boemo e del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus. La prima nella versione per orchestra da camera presentata da alcune parti dei Wiener Philharmoniker, il secondo nella versione dell’Orchestra di Piazza Vittorio, la compagine che prende il nome da un quartiere multietnico di Roma e ormai collaudata nella rivisitazione delle opere liriche (vedi Carmen e Flauto magico).

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Dall’oratorio al quartetto, sempre grande musica

 

La stagione concertistica romana giustappone a volte appuntamenti molto diversi tra loro, come accaduto con John Adams ospite dell’Accademia di Santa Cecilia e il Quatuor Ébène per l’Istituzione Universitaria dei Concerti. Dall’oratorio per orchestra, coro e solisti alla musica da camera. Il filo conduttore è la qualità, sempre di alto livello.

(credits Musacchio, Ianniello & Pasqualini)

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Due inaugurazioni romane

Tempo di inaugurazioni nella vita musicale della Capitale. La Petite Messe solennelle di Rossini ha aperto la stagione da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, un concerto del Wiener Concer-Verein ha dato il via a quella dell’Istituzione Universitaria dei Concerti alla Sapienza. Due appuntamenti ravvicinati di carattere diverso e che testimoniano la varietà delle proposte musicali di Roma. Continua a leggere