Dall’oratorio al quartetto, sempre grande musica

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La stagione concertistica romana giustappone a volte appuntamenti molto diversi tra loro, come accaduto con John Adams ospite dell’Accademia di Santa Cecilia e il Quatuor Ébène per l’Istituzione Universitaria dei Concerti. Dall’oratorio per orchestra, coro e solisti alla musica da camera. Il filo conduttore è la qualità, sempre di alto livello.

(credits Musacchio, Ianniello & Pasqualini)

Il Vangelo secondo l’altra Maria
John Adams
è forse il compositore vivente più eseguito, anche se non in Italia. All’Auditorium Parco della Musica ha proposto, pure in veste di direttore, un suo oratorio del 2012, The Gospel According to the Other Mary, una specie di passione che mescola i testi biblici con brani di autori dei nostri giorni. Il libretto di Peter Sellars collaziona testi dei quattro evangelisti e di Isaia e dei Salmi e di autori come la scrittrice e attivista americana Dorothy Day (1897-1980), la poetessa messicana Rosario Castellanos (1925-1974), il poeta nicaraguense Rubén Darío (1867-1916), la poetessa caraibico-americana June Jordan (1936-2002), la scrittrice americana di ascendenza nativa Louise Erdrich (1954-) e il nostro Primo Levi. La maggior parte dei testi è in inglese, alcuni di Castellanos e Darío a volte in spagnolo (c’è anche un brano in latino della religiosa e mistica medievale tedesca Hildegard von Bingen, 1098-1179).

(credits Musacchio, Ianniello & Pasqualini)

L’oratorio di Adams è un lavoro poderoso e ponderoso: oltre due ore di musica per grande orchestra e coro; in organico anche pianoforte, basso elettrico e cimbalom ungherese, oltre a un nutrito arsenale di percussioni. I solisti sono un mezzosoprano nel ruolo di Maria Maddalena (la bravissima Kelley O’Connor, espressiva e dotata di una vocalità potente e raffinata), un contralto in quello di sua sorella Marta (Elisabeth DeShong, con un registro grave un po’ debole), un tenore come il fratello delle due donne, Lazzaro (Jay Hunter Morris, voce molto spontanea e a suo agio nel registro acuto, come ha ben mostrato nella appassionata esecuzione della poesia Pasqua di Primo Levi, cantata con lirismo commovente), e tre controtenori come narratori (Daniel Bubeck, Brian Cummings e Nathan Medley, molto bravi in una parte impervia, con interventi all’unisono e in contrappunto).

(credits Musacchio, Ianniello & Pasqualini)

La scrittura musicale di Adams è molto varia, giocando su diversi registri, timbri e ritmi. Si tratta di un lavoro ambizioso, che non somiglia ma fa comunque pensare a La Pasión según San Marcos dell’argentino Osvaldo Golijov (2000), che insiste però di più sull’aspetto etnico del materiale musicale, soprattutto dal punto di vista ritmico. The Gospel di Adams è un lavoro profondamente americano nel senso di statunitense, anche se alcuni testi sono cantati proprio in spagnolo. La passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo viene giustapposta a temi di carattere sociale: la condizione della donna, i conflitti sociali, la tossicodipendenza, l’emarginazione, l’immigrazione, la condizione delle minoranze. Qualche pensiero va anche a Jesus Christ Superstar, benché ovviamente con Adams siamo a un altro livello di elaborazione musicale diverso. Una riflessione si impone a noi europei: su quanto della vivacità della musica contemporanea provenga dall’altra parte dell’Oceano Atlantico.

L’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia si disimpegnano con grande disinvoltura nell’esecuzione, con una menzione particolare per la compagine vocale istruita mirabilmente da Ciro Visco. Nell’intervista rilasciata durante le prove, Adams ha avuto parole di elogio soprattutto per il coro. Intellettuale concerned, ha rifiutato domande sulla situazione politica americana, non rinunciando però a sottolineare che il compositore deve essere impegnato nel suo tempo sui temi della giustizia sociale, un classico della cultura liberal americana, di cui Adams è un tipico esponente.

Quartetto protagonista
Musica da camera di grande qualità per l’Istituzione Universitaria dei Concerti alla “Sapienza”. Sul palco dell’Aula Magna il quartetto francese Ébène: Pierre Colombet primo violino, Grabriel Le Magadure secondo violino, Marie Chilemme viola e Raphaël Merlin violoncello. Programma di grande spessore, con il n.5 dei primi sei quartetti di Ludwig van Beethoven, quelli con numero d’opera 18; l’unico di Maurice Ravel; e nella seconda parte il n.1 dell’op.51 di Johannes Brahms.

(credits Claudio Rampini)

Diciamo subito che il complesso francese suona benissimo, dimostrando un affiatamento invidiabile, con una purezza di suono tutta da godere. Il fraseggio è sempre azzeccato e le dinamiche sbalzano i brani con grande efficacia. Beethoven esce di un nitore classico intenso, così come il suo “erede” Brahms. Ma il vero clou della serata è stato il quartetto di Ravel, reso con una ricchezza di colori entusiasmante e una pienezza di suono da antologia. I cento anni che passano tra il brano di Beethoven e quello del compositore francese testimoniano dell’evoluzione della musica europea: Ravel – pur lontano da noi un secolo – ci fa ascoltare sonorità nostre e allo stesso tempo proietta all’indietro Beethoven, in un’epoca che ci appare lontana nella sua perfezione formale e cristallina.

(credits Claudio Rampini)

Il Quartetto Ébène calca le scene da quasi vent’anni, a onta della giovane età dei componenti. Con grande facilità passa dal repertorio colto a quello jazzistico o leggero, come dimostra la discografia, che annovera anche rielaborazioni di musiche da film. Infatti, al termine, come bis, i musicisti francesi hanno eseguito Milestones di Miles Davis, dedicato alla memoria del trombettista Roy Angrove, recentemente scomparso, come spiegato in inglese dal violoncellista Merlin. Grande successo.

(credits Claudio Rampini)

Auditorium Parco della Musica
Venerdì 2 novembre 2018
Adams The Gospel According to the Other Mary
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
John Adams direttore
Ciro Visco maestro del coro
Kelley O’Connor messosoprano (Mary)
Elisabeth DeShong contralto (Martha)
Jay Hunter Morris tenore (Lazarus)
Daniel Bubeck controtenore I
Brian Cummings controtenore II
Nathan Medley controtenore III

Sapienza Università di Roma
Martedì 6 novembre 2018
Beethoven Quartetto in la maggiore op.18 n.5
Ravel Quartetto in fa maggiore
Brahms Quartetto in do minore op.51 n.1
Quartetto Ébène

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